domenica 18 febbraio 2007
sabato 17 febbraio 2007
Matte painting - Primo esperimento
Originariamente il procedimento consisteva nel dipingere il necessario (tramite colorazioni ad olio) su delle lastre di vetro per poi porre quest'ultime al di sopra della pellicola (o dei singoli fotogrammi). Tutto ciò al fine di raggiungere il risultato desiderato.
Oggigiorno la realizzazione avviene esclusivamente in ambito digitale utilizzando software di painting e manipolazione di immagini (come Adobe Photoshop) unito a una periferica di input manuale chiamata "tavoletta grafica" (graphic tablet).
È una tecnica di indiscussa utilità in quanto permette la creazione di ambientazioni virtuali inesistenti o troppo costose da filmare. È una disciplina ibrida; presuppone delle ottime capacità di manipolazione di immagini, disegno, pittura e buone nozioni di prospettiva e fotografia. Wikipedia.

E' molto divertente provateci!
Emilz. l'osservatore.
giovedì 8 febbraio 2007
Siamo troppo paraculi
Per loro, ma chissà per quanta altra gente, l'inquinamento non ha la potenza necessaria per cambiare le sorti del clima e di tanti altri fattori descritti ampiamente nell'articolo che segue.
A volte è più facile tirarsi indietro che cercare di modificare le ampie stupidaggini che stiamo commettendo.
EFFETTI A SCALA GLOBALE
I gas serra L'accumulo di gas serra nell'atmosfera sta producendo un aumento della temperature globale, con effetti sul livello del mare, sulla frequenze di siccità e alluvioni, su agricoltura e biodiversità e quindi sui diversi settori socio-economici. I principali gas serra sono l'anidride carbonica (CO2), il metano (CH4) e il protossido di azoto. Inoltre, il generale aumento dell'ozono troposferico (O3), causato dalle emissioni di ossido di azoto (NOx) e composti organici volatili non metanici (COVNM), contribuisce all'aumento della temperatura globale. Il maggior contributo del settore dei trasporti stradali ai gas serra viene dato in termini di CO2. Pur contribuendo del solo 24% alle emissioni totali nazionali, dopo il settore della combustione, durante la produzione di energia e industria di trasformazione, le emissioni di CO2 dei trasporti stradali mostrano un andamento costante crescente dal 1980 al 1997, seguendo un trend opposto rispetto alle altre sostanze. Tale tendenza sembra dovuta all'aumento delle percorrenze complessive e del numero delle autovetture, nonché ad un relativo aumento delle cilindrate all'interno di ciascuna classe nei modelli di più recente immatricolazione. I fattori di emissione medi su percorso urbano di CO2 (grammi/veicoli a chilometro) è minore per le auto non catalizzate di piccola cilindrata (<1,4>2 litri) hanno un contributo di emissione anche due volte superiore (Anpa, 2000). Le emissioni di anidride carbonica globali, fortemente collegate al consumo di combustibili fossili, seguono lo stesso trend positivo dal 1980 al 1997, con un lieve calo nel biennio '93-'94, attribuibile all'andamento negativo dell'economia del Paese. Inoltre, utilizzando il CO2 equivalente per valutare le emissioni dei principali gas serra (anidride carbonica, metano, e protossido di azoto) si osserva che in Italia l'emissione procapite di gas serra, per il periodo 1990-97, è inferiore rispetto ai paesi dell'Unione Europea dei 15 e dei Paesi industrializzati e a economia di transizione (come definiti dal protocollo di Kyoto), ma mostra un trend completamente opposto: mentre negli altri Paesi si assiste ad un decremento delle emissioni procapite, in Italia si ha un aumento, in segno opposto rispetto agli obiettivi nazionali del protocollo di Kyoto, che prevede una diminuzione delle emissioni annue, come media del periodo 2008-2012 pari al 6,5% rispetto al 1990. Per quanto riguarda l'ozono, particolarmente critica la situazione su tutto il territorio nazionale per il quale si registrano in più del 90% delle informazioni disponibili il superamento del livello di attenzione (180ug/m3). Da ricordare che l'ozono è un inquinate secondario, che si forma per reazione di altre sostanze, come gli ossidi azoto (con effetto anche acidificante) e i composti organici volatili non metanici e il monossido di carbonio. Le emissioni totali di NOx tra il 1984 e il 1992 sono aumentate del 33%, per poi invertire la tendenza dal 1993 in poi fino alla riduzione del 16% nel 1997 rispetto al 1992. Il contributo dei trasporti stradali alle emissioni degli ossidi di azoto aumenta del 48% dal 1980 al 1992, per poi decrescere fino a arrivare nel '97 a rappresentare il 53% delle emissioni totali di NOx, di cui il 30% nelle aree urbane (Anpa, 2000). I cambiamenti climatici Il 1998 è stato l'anno più caldo dal 1860, anno a partire dal quale si hanno dati confrontabili, con un aumento della temperatura media di 0,6 gradi centigradi negli ultimi cento anni. Ormai non c'è più alcun dubbio sulla correlazione tra questo aumento della temperatura e le concentrazioni di anidride carbonica in atmosfera, aumentate del 30% dall'inizio della rivoluzione industriale. Secondo gli ultimi rapporti dell'IPCC (l'Intergovernmental Panel on Climate Change, il gruppo di di ricerca sul clima globale delle Nazioni Unite) le emissioni di gas serra prodotti da attività umane stanno crescendo ad un ritmo annuo compreso tra lo 0,5% e l'1%, pari a circa 23 miliardi di tonnellate annue di anidride carbonica, e le attività umane sono le maggiori responsabili dell'aumento della temperatura degli ultimi cinquanta anni. Con questo andamento la temperatura media aumenterà entro il 2100 tra 1,4 e 5,8 gradi rispetto ai livelli attuali. L'anno 2000 è stato il sesto anno più caldo dal 1860, con una temperatura media di 0,39 gradi superiore alla media degli ultimi 120 anni; considerando il solo emisfero settentrionale la differenza rispetto alla media è stata di 0,69 gradi. Nonostante in molte parti del mondo si sia manifestata una siccità devastante, il 2000 è stato il terzo anno più piovoso degli ultimi 120 anni, con 41,9 millimetri di pioggia oltre la norma (dati NOAA: National Oceanic and Atmospheric Administration). Lo scenario futuro Lo scioglimento dei ghiacciai è la prima conseguenza dell'aumento della temperatura media del Pianeta, che determinerà l'aumento del livello dei mari, con effetti a catena: il livello dei mari aumenterà di 5 millimetri all'anno, determinando l'aumento di fenomeni di piene fluviali, aumento di precipitazioni e alluvioni, riduzione della disponibilità di acqua dolce, erosione costiera accelerata, montagne senza neve, epidemie di colera e malaria ai Tropici. Parte di questi effetti sono già visibili. L'altezza delle onde marine dell'Oceano Atlantico sulle coste è aumentata di circa un metro negli ultimi trenta anni e il numero dei giorni di mare in tempesta tra gli anni '70 e '80 è raddoppiato fino ad arrivare a 14 al mese (dati Università di Brema). Secondo l'Ipcc i ghiacci del mare artico si sono ridotti tra il 10 e il 15%, mentre quelli dell'Antartico si sono ritirati verso il sud di 2,8 gradi di latitudine a partire dalla metà degli anni '50, e la copertura di ghiaccio di fiumi e di laghi settentrionali dura in media 2 settimane in meno rispetto al 1850. Secondo uno studio recentemente presentato a San Francisco, l'estensione del ghiacciaio del Kilimangiaro è diminuita dal 1912 ad oggi dell'82%, passando da una superficie di 12,1 chilometri quadrati a 2,2 e se il globo continua a riscaldarsi con questo ritmo nel giro di 15-20 non resterà più traccia delle sue nevi perenni, con gravi ripercussioni su tutta la regione (perdita di acqua potabile e per l'irrigazione, e quindi sulla produzione agricola, nonchè sul turismo). Lo stesso studio segnala che la stessa sorte si sta verificando anche per altre montagne: come il ghiacciaio Quelccaya delle Ande peruviane che si è ristretto del 20% dal 1963. Il futuro imminente quindi vedrà aumentare il rischio alluvioni in alcune aree mentre diminuiranno le piogge in altre destinate a diventare semi-desertiche. L'aumento delle ondate di caldo, accompagnato spesso da maggiore umidità e inquinamento, porterà ad un aumento dei malori per il caldo, e ad un probabile aumento di malattie infettive come malaria e colera e di inondazioni. Queste a loro volta aumenteranno i rischi di annegamenti, diarree e infezioni respiratorie. I cambiamenti climatici e lo scenario futuro dell'Italia Anche per il nostro Paese si osservano già attualmente i primi effetti dell'aumento della temperature, che per l'Italia è di 0,7 gradi centigradi negli ultimi 100 anni. Così anche i ghiacciai delle Alpi nell'ultimo secolo la loro estensione in Italia è diminuita di quasi la metà: dai circa 1.000 chilometri quadrati della fine del secolo ai 500 di oggi, come dichiarato dal presidente del Comitato Glaciologico Italiano. Una delle dimostrazioni più evidenti è il caso di Forni in Valtellina, il più grande ghiacciaio italiano, il cui fronte è arretrato di 2 Km, perdendo il 15% della sua superficie, negli ultimi cento anni. Ma per altri ghiacciai minori la riduzione areale è maggiore: il Teodulo-Valtourneniche nei pressi di Cervinia in Val d'Aosta ha perso il 75% della superficie, così come il Tyndal sotto al Cervinio. Le possibili conseguenze non riguardano solo la perdita di paesaggio, ma anche aumento di rischio frane e dissesti geologici, nonché diminuzione della disponibilità della risorsa idrica. Da uno studio del Cnr sull'andamento climatico degli ultimi cinquanta anni nel nostro Paese si scopre che già in questo lasso di tempo si sono verificati cambiamenti nel clima. Negli ultimi 50 anni la quantità di pioggia annua media è diminuita del 10%, ma tende a concentrarsi in un minor numero di giorni, con eventi più intensi di carattere alluvionale. Al Nord su una media di 1.000 millimetri di pioggia all'anno (1 millimetro di pioggia equivale a 1 litro per metro quadro), il calo è stato dell'8%; al Centro su una media di 750 millimetri la diminuzione è stata del 10% e al Sud del 12% su una media di 600 millimetri annui. E così sono diminuite anche le precipitazioni nevose a tutte le quote: facendo riferimento ad una delle stazioni meteorologiche più significative in questo settore, quella del Plateau Rosa a quota 3.480 metri, nel periodo dal 1952 al 1991 c'è stato un calo del 45%, con una riduzione della copertura nuvolosa di circa il 20%. E se l'aumento della temperatura media annua su tutto il territorio della penisola negli ultimi 50 anni è stato dello 0,7 gradi centigradi, per i grandi centri urbani gli aumenti sono stati più marcati, fra 1 e 2 gradi, con un raddoppio, da 10 a 20, di eventi di onde di calore, fenomeni meteorologici estivi più temuti che fanno registrare innalzamenti bruschi della temperatura anche di 7/15 gradi, con pesanti effetti sulla salute della popolazione più debole. Il clima dell'Italia tra 50 anni Secondo uno studio dell'Enea e dell'Ipcc nel 2050 la temperatura media sarà più elevata di circa 3 gradi, con un aumento più accentuato al Nord, con un incremento della piovosità invernale del 10% nelle regioni settentrionali e un calo del 30% di quella estiva nel Sud. I ghiacciai si ridurranno di altro 20-30%. Il livello del Mediterranneo aumenterà di "appena" 20 centimetri. Ma questi basteranno a far verificare a Venezia fenomeni di acqua alta superiori al metro tra gli 80 e i 115 giorni all'anno (oggi sono appena 7). A queste condizioni i centri abitati di Venezia, Chioggia e delle isole minori rischiano un lento ed inesorabile allagamento. Ma a rischio non è solo Venezia: attorno al 2050 saranno a rischio inondandazione 4.500 chilometri quadrati di aree costiere: il 65% si trova al sud, il 25,4% nel Nord e il 5,4% nell'Italia centrale e il 6,6% in Sardegna. Le conseguenze saranno pesanti, con danni che rischiano di essere di migliaia di miliardi.
sito: http://www.miw.it/Inquinamentodatraffico6.htm
Emilz, l'osservatore.
giovedì 1 febbraio 2007
I ghiacciai del Tibet si sciolgono
domenica 28 gennaio 2007

Politically motivated arrest
The circumstances surrounding this case indicate that the prosecution of Tenzin Delek Rinpoche was politically motivated and has not met minimum standards of due process. He built monasteries, schools and homes for the elderly in his community in eastern Tibet. His leadership outside the Communist Party made him a political target. To date, the Chinese authorities have not produced any credible evidence of Tenzin Delek Rinpoche's involvement in the explosions. A smuggled tape made by Tenzin Delek Rinpoche asserted, "Whatever the authorities do and say, I am innocent."
On January 26, 2003 the Sichuan Provincial Court rejected Tenzin Delek's appeal and executed his alleged co-conspirator, Lobsang Dhondup, on that same day. On January 26, 2005, the second anniversary of his appeal rejection, Tenzin Delek Rinpoche's death sentence was commuted to life in prison. However, the case has yet to be resolved justly.
Despite appeals by the international community, Tenzin Delek Rinpoche is still serving an unjust life sentence in Chuandong Prison in Sichuan Province and is reportedly being treated for heart disease. ICT calls for the immediate release of Tenzin Delek Rinpoche - Take Action!
TAKE ACTION NOW!
January 26 marks the 4th anniversary of Tenzin Delek Rinpoche's shocking arrest for his alleged involvement in a series of unsolved bombings in Eastern Tibet. Along with Lobsang Dhondup, Tenzin Delek Rinpoche was arrested and sentenced to death for "incitement to separatism" and "crimes of terror". Twenty-eight year-old Lobsang Dhondup was summarily executed by China in January 2003, but international outrage saw Tenzin Delek's death sentence commuted to life imprisonment in 2005.
You can voice your support for Tenzin Delek Rinpoche's release by downloading and signing this petition that will be sent to Mr. Li Zhaoxing, the Chinese Minister of Foreign Affairs. (An online petition will be made available on this website shortly!) :
Watch this inspiring movie about Tenzin Delek Rinpoche by Students for a Free Tibet, at: http://studentsforafreetibet.org/downloads/tenzin_content.html
martedì 23 gennaio 2007
Balene, Sos!
Il punto di vista di Emilz.
Quando sono gli affari a contare non c'è balena che tenga, anche quando (come riportato nell'articolo) il consuno di questa carne è molto basso. C'è un sito che trovo molto importante da seguire, costruito proprio da greenpeace, dove si può interagire per dare idee e suggerimenti contro la lotta alle balene. Ve lo consiglio.
http://207.150.162.168/it
Emilz, l'osservatore.
lunedì 22 gennaio 2007
venerdì 19 gennaio 2007
No Comment!

domenica 14 gennaio 2007
La ferrovia cinese in Tibet cede, intanto a Lhasa 20°!
La prima settimana del 2007 ha segnato temperature record, a Lhasa mercoledì 3gennaio vi erano 20.4 gradi, 10° in più del massimo raggiunto nel 1991. NelTibetorientale si sono raggiunti i 16,5 gradi! Questo accelererà lo scioglimento deighiacciai del Tibet che scompaiono al ritmo di 131,4 chilometri quadrati ognianno (dati China Geological Survey Bureau).La ferrovia Golmund-Lhasa ha iniziato a cedere perché non più supportata dalpermafrost su cui poggia. La notizia potrebbe anche far piacere se non fosse chei nomadi tibetani sono i primi a pagare le conseguenze di questi eventi. Moltipascoli non sono più agibili, le mandrie affondano nel terreno reso molle. Nel1956 i khampa opposero una forte resistenza ai cinesi. A quarant'anni da quellainsurrezione, i nomadi sono costretti a spostarsi verso campi profughi dovesperano in un misero sussidio dal governo.
mercoledì 10 gennaio 2007
Cinema Recensioni - Apocalypto by Mel Gibson
Apocalypto, il nuovo film di Mel Gibson, narra la storia di un gruppo di Maya che vive tranquillamente in un villaggio all'interno di una fitta foresta. Il clan è composto da diverse generazioni; ci sono piccoli bambini che scorazzano mentre giocano tra di loro, donne intente ad accudire i propri figli, anziani che raccontano storie e infine gli uomini, abili nella caccia, ma anche buffi nel loro modo di interagire con il partner.
Già dalla prima scena l'autore ci mostra un presagio, un futuro cambiamento, l'incontro con il terrore, la paura come mallattia che si contagia. Il terrore proviene da altri spietati Maya che devastano e rapiscono gli uomini e le donne dei piccoli villaggi per portarli nelle loro "città", fatte di terra e fango. Eccolo il primo scontro; tra la modernizzazione e la semplicità.Il film ci catapulta in un mondo spietato, pieno di sadismo e violenza. La città infatti, è in crisi a causa di una lunga siccità. Per placare la sete degli Dei, gli uomini Maya offrono così il sangue di centinaia di uomini al cielo.
Apocalypto è un film duro, anche se calca troppo la mano in alcune scene molto violente e esplicite. Se nella parte centrale sembra riuscire nel suo intento, nella prima parte e nella seconda, il film perde l'occasione per mostrare anche un altro lato dei Maya, l'approccio che avevano con la natura, la spiritualità. Mel Gibson si diverte a far smembrare i propri personaggi, il più delle volte gratuitamente, pur girando alcune sequenze in maniera molto spettacolare.
Come ritmo e pathos è una pellicola che ti tiene incollato alla poltrona per tutta la sua durata, ma concettualmente non aggiunge nulla, lasciando poco nell'immaginario dello spettatore. Si potevano benissimo evitare quei lunghi inseguimenti nella foresta e magari concentrarsi maggiormente su altri temi che avrebbero approfondito la psicologia dei personaggi.

Gli interpreti (quasi tutti alla loro prima apparizione sul grande schermo) hanno svolto un gran lavoro, dimostrando un ottimo talento, soprattutto per aver recitato in una lingua morta da millenni.
In finale, un film sufficiente che si fa scappare alcuni spunti che non andavano sottovalutati.
martedì 9 gennaio 2007
"Ammazziamoli!!"
MOGADISCIO (Reuters) - Un raid aereo americano su un villaggio somalo occupato da milizie islamiche che avrebbero nascosto un presunto appartenente ad al Qaeda ha lasciato sul terreno "molti cadaveri", ha riferito oggi una fonte del governo somalo.Nel primo intervento diretto degli Stati Uniti nel conflitto somalo di cui si abbia notizia, un aereo da attacco AC-130 ha aperto il fuoco sul villaggio meridionale di Hayo ieri sera, ha detto la fonte a Reuters.
"Gli americani dicono che un membro di al Qaeda che guida le operazioni nell'Africa orientale si trova lì tra gli islamici", ha aggiunto la fonte.
Intanto il presidente somalo ha detto oggi che le truppe etiopi che hanno contribuito a cacciare gli islamici non sono occupanti e se ne andranno all'arrivo delle forze di peacekeeping.
Le forze etiopi "non sono venute a occupare la Somalia e lasceranno i territori somali appena le forze regionali e internazionali inizieranno il dispiegamento", ha detto il presidente Abdullahi Yusuf al telefono da Mogadiscio, come riportato dal giornale al-Awsat.
Il punto di Emilz
Ormai abbiamo capito il meccanismo che porta le truppe americane a bombardare in qualsiasi parte del mondo, con la giustificazione di trovare un membro di Al Quaeda su territori nemici o ostili. Come si può essere certi di colpire quella persona tramite un raid aereo? "Gli americani dicono che un membro di al Qaeda che guida le operazioni nell'Africa orientale si trova lì tra gli islamici."
Questa frase è sconvolgente. Meglio bombardare un gruppo di islamici, così si hanno maggiori probabilità di colpire il membro di al Quaeda.
L'orrore continua.
Emilz, l'osservatore.
sabato 30 dicembre 2006
Al cappio
L'impiccagione di Saddam Hussein e' stata annunciata dalla televisione irachena al Hurrah. Un giudice negli Stati Uniti aveva respinto un appello dell'ultim'ora dell'ex presidente iracheno per evitare l'esecuzione. Saddam era stato condannato a morte per il massacro nel 1982 di 148 uomini e ragazzi sciiti.Secondo le tv in arabo al Hurrah (sponsorizzata dagli Stati Uniti) e al Arabya, Saddam e' stato impiccato pochi muniti prima delle sei di Baghdad, le quattro in Italia. La condanna a morte dell'ex presidente iracheno per crimini contro l'umanita' il 5 novembre scorso era stata salutata dal presidente americano George W. Bush come un trionfo per la democrazia in Iraq.
LE ULTIME PAROLE: RESTATE UNITI
Saddam Hussein ha esortato gli iracheni a ''restare uniti'' ed ha denunciato la ''coalizione iraniana'' prima di essere impiccato. Lo ha detto all'Afp il giudice Mounir Haddad che ha assistito all'esecuzione. Secondo quanto ha riferito Haddad, l'ex presidente iracheno ha detto ''Spero che resterete uniti e vi metto in guardia: non date fiducia alla coalizione iraniana, questa gente e' pericolosa''. Il giudice della corte di appello che ha confermato la condanna a morte ha aggiunto che Saddam Hussein ha precisato ''di non aver paura di nessuno'' .
L'esecuzione di Saddam Hussein é stata ripresa con una videocamera e fotografata in tutte le sue fasi.
L'ex rais appare frastornato. Ha le mani legate dietro alla schiena. L'audio originale e' stato tolto. Si puo' vedere Saddam che rifiuta il cappuccio sulla testa. Subito dopo l'operatore riprende da vicino il cappio, mentre una voce fuori campo precisa che si tratta di una corda utilizzata per numerose altre esecuzioni compiute durante il regime del deposto dittatore. Subito dopo si vede un uomo che mette una sciarpa nera attorno al collo del condannato e quindi gli passa il cappio attorno alla testa. A questo punto le immagini si interrompono e torna la diretta dallo studio. Il filmato inizia con le immagini del premier Nuri al Maliki che firma l'ordine di esecuzione della condanna a morte.
TV PRIVATA IRAQ MOSTRA CORPO IN SUDARIO
La televisione privata irachena al Biladi ha mostrato delle immagini del cadavere di Saddam Hussein avvolto in un sudario bianco. In alcuni primi piani si possono vedere dei segni sulla faccia, apparentemente dei lividi, mentre una scritta in sovraimpressione afferma che si tratta ' della 'fine del male assoluto'.
AUTOBOMBA A KUFA, 35 MORTI E 45 FERITI
Un'autobomba e' esplosa oggi a poche ore dall'esecuzione di Saddam Hussein in un mercato della citta' sciita di Kufa, nell'Iraq meridionale e ci sono molte vittime. Lo riferisce un testimone. A Kufa, a pochi chilometri da Najaf, vive il leader sciita radicale Moqtada Sadr.Il bilancio provvisorio, fornito dall'agenzia irachena Nina, parla di 35 morti e 18 feriti. Testimoni oculari citati dalla fonte hanno affermato che il terrorista, la cui identità è rimasta ancora ignota, si trovava a poca distanza dal luogo dell'attentato quando è stato visto azionare il detonatore con un telecomando. Il terrorista sarebbe stato immediatamente fermato da uomini della polizia che non sono però riusciti a evitare il suo linciaggio da parte della folla.
ANSA 30-12-2006
IL PUNTO DI VISTA DI EMILZ
Alla fine la "giustizia" ha fatto il suo corso. Ma cos'è la giustizia?
La giustizia (dal Latino iustitia, da iustus: "giusto") è la virtù che riguarda il trattamento leale, morale e imparziale di tutte le persone (dal concetto latino di unicuique suum). È stato da sempre uno dei più importanti obiettivi utopici degli uomini. All'interno di una società umana organizzata è, in parte, realizzabile, ma è in ogni modo in conflitto con la legge del più forte. È un concetto alla base dell'etica.
La giustizia fa riferimento, come concetto, ad una concezione etica, ed è strettamente connesso ad essa. Tale concetto, infatti, è molto relativo, perché a seconda del gruppo sociale cui si riferisce ha un significato differente, a volte profondamente discorde.
L'unica cosa certa dopo questa terribile catena di morti ed esecuzioni capitali, è l'allontanamento ancora più marcato, sempre più definito; dall'etica e dalla saggezza.
Emilz, l'osservatore.
martedì 19 dicembre 2006
lunedì 18 dicembre 2006
Foto intervista




- C’è stato un tempo in cui mi stavo avvicinando, sempre di più, all’idea che il comunismo era il mezzo per poter cambiare le sorti dell’umanità. Nulla di più sbagliato. E’ la storia che sta lì a dimostrarlo. Le rivoluzioni in nome di quell’ideale hanno dimostrato l’inefficacia e la barbarie scaturite da una forza che non può essere scalfita: il potere. Qualunque persona che si pone a un gradino diverso da un’altra, porta conflitto. Tutte queste forme “ideologiche” che vogliono cambiare l’esterno non possono sussistere, perché l’unico cambiamento/rivoluzione che l’uomo può conseguire è quella interiore. Finché non spostiamo l’attenzione nell’ingranaggio interiore, l’esteriore rimarrà in totale conflitto. 

In questa piccola foto è ritratto quel mattacchione di mio fratello. Si chiama Gabriele, per gli amici di Cinematik “Don Gabro Cormicione”. Il suo nickname fa il verso al film “Il padrino” interpretato da Marlon Brando; “Don Vito Corleone”. Il fatto che si chiami “Cormicione” è solamente perché in braccio ha la nostra gatta, di cui parlavo poco fa. Secondo me ha una vena comica che nessuno riesce a comprendere in famiglia, ma che a me fa sbellicare dalle risate.domenica 17 dicembre 2006
Ti ammazzo senza dolore

Azzurro: Abolita per tutti i crimini
Verde: Riservata a circostanze eccezionali (come crimini commessi in tempo di guerra)
Arancione: Non utilizzata
Rosso: Utilizzata come forma di punizione legale
24 MINUTI DI AGONIA
16 dicembre 2006 (CORRIERE DELLA SERA)
Negli Stati Uniti, invece, si deve ammazzare la gente, con celerità,preferibilmente senza dolore, altrimenti il governatore in carica è costretto, suo malgrado, a sospendere le esecuzioni a tempo indeterminato.
Quello che appare chiaro da queste vicende è l’assurda percezione del crimine, una pratica antichissima che a conti fatti, appare unicamente come un processo di vendetta, atto a calmare il bollente rancore della gente.
venerdì 15 dicembre 2006
L'olocausto negato
A cura di Gabro. La “Conferenza sull’Olocausto” organizzata per l’11 e il 12 dicembre a Teheran, è la prova di una distorsione che ci sta portando verso un futuro che nega anche il passato (forse lo scopo ancora ci sfugge). Non un passato lontano, bensì vicino, molto vicino. Il solo ricordo infatti terrorizza ancora molte persone. Proprio i negazionisti, affermano che l’Olocausto (voglio ricordare che letteralmente questa parola significa: "tutto bruciato", cioè "rogo sacrificale offerto a Dio” e che la Shoa, nel linguaggio ebraico, significa: "distruzione",parola che viene usata per indicare, appunto; l’olocausto) non sia mai esistito, o meglio che sia esistita una guerra che ha ucciso, sì molte persone, ma non quante quelle dichiarate dalle fonti ufficiali. Il numero esatto di persone uccise dal regime nazista è ancora soggetto a ulteriori ricerche. Recentemente, documenti declassificati, di provenienza britannica e sovietica, hanno indicato che il totale delle vittime potrebbe essere superiore rispetto alle documentazioni attuali. Ad ogni modo, le seguenti stime sono considerate altamente affidabili.
· 5,6–6,1 milioni di ebrei
· 3,5–6 milioni di civili Slavi
· 2,5–4 milioni di prigionieri di guerra
· 1–1,5 milioni di dissidenti politici
· 200.000–800.000 tra Rom e Sinti
· 200.000–300.000 portatori di handicap
· 10.000–250.000 omosessuali
· 2.000 Testimoni di Geova
Totale: fra i 13 e i 19 milioni di persone uccise e cremate nell'arco di quattro anni, per una media di 11.000 persone uccise e cremate ogni giorno. In base a questo dato, ogni forno cremava oltre 150 corpi al giorno, con un'efficienza almeno venti volte superiore a quella di oggi. Infatti, esistevano 12 campi di sterminio, e in ciascuno di essi c'erano circa mezza dozzina di forni crematori. Solo per questo motivo, del tutto opinabile, alcuni revisionisti sostengono che le cifre delle vittime dell'olocausto fossero grandemente esagerate.
Ma ancora più sconcertanti sono le tesi dei negazionisti. Un documentario dal titolo 1/3 dell’olocausto, firmato da una persona dalle ignote generalità, racconta ( in ben 4 ore) quanto segue: Treblinka fu uno dei tre campi di sterminio nazisti costruiti nell'ambito dell'Operazione Reinhard, gli altri erano Sobibór e Belzec. Il campo prende il nome del villaggio presso il quale venne costruito, a nord-est di Varsavia in Polonia. Il 1941 è l'anno della creazione del campo lavorativo per i prigionieri politici polacchi ed ebrei. Nel 1942 il campo venne convertito in campo di sterminio. Secondo le stime, nel campo, furono sterminate dalle 800.000 alle 950.000 persone, facendo di Treblinka il secondo campo di sterminio per numero di vittime, secondo solo a Auschwitz II – Birkenau, utilizzato per produrre monossido di carbonio usato nelle camere a gas, del quale erano presenti motori a diesel. Un tedesco che aveva lavorato nel campo, ricorda un motore di duecento cavalli, otto cilindri; preso da un carro armato sovietico che immetteva un mix di monossido di carbonio e di biossido di carbonio nelle camere a gas. Il motore diesel si trovava in una stanza, ed era collegato con le camere a gas per mezzo di un tubo. Il problema di questa storia è che non si capisce come gli ebrei siano morti con il monossido di carbonio, visto che i motori diesel non producono monossido di carbonio. Per meglio dire; i motori diesel producono una percentuale limitata di monossido di carbonio. Produrre il monossido di carbonio è un procedimento semplice, non c’è bisogno di tutto questo, sicuramente i tedeschi erano a conoscenza di questo fatto. La lista riferita ai premi nobel della chimica sono molti di più tra quelli Tedeschi che superavano di gran lunga quelli americani. Il documentario mostra il modellino della camera a gas di Treblinka, qui sarebbero state uccise 750.000 persone in circa 6 mesi. Per fare un paragone: un’università ha generalmente 30.000 studenti, le persone che sono passate in quel lager sono 25 volte tanto. Il negazionista pone questa domanda: “non pensate che nell’edificio avrebbero dovuto mettere almeno una doppia porta? Perché poi costruire un corridoio che porta ad una piccola camera a gas, quando invece potevano essere create due grandi camere a gas?” L’autore sottolinea che il numero delle camere a gas e la loro grandezza non è in nessun tipo di documentazione se non nel racconto dei superstiti. La popolazione di San Francisco è uguale al numero di persone uccise nelle camere a gas a Treblinka. Il negazionista mostra la mappa di San Francisco e chiede: "Cosa ci stanno raccontando? Che il numero
equivalente di persone che vivono in questa città è entrata in quello stretto corridoio e poi è passata in una delle sei camere a gas ? E’ difficile da credere, e questo panorama è solo 1/3 della città di San Francisco. Nel 1943 una rivista popolare americana, era il giornale più letto in occidente". L’articolo di cui l’autore si riferisce si intitola “Ricordateci”, scriveva : “Entro la fine della guerra, gli ebrei verranno ridotti da una minoranza ad un fantasma”. “Siamo nel 1943, nel bel mezzo della guerra, come si può fare un’affermazione simile?” Afferma l’autore del documentario, poi continua: “ma la cosa strana è un’altra, l’articolo infatti parla di sei milioni di ebrei. E’ proprio strano che si faccia riferimento ad un numero preciso, visto che siamo a metà della guerra e che le camere a gas di Auschwitz, non erano state ancora costruite. Come poteva l’autore dell’articolo avere accesso a queste informazioni? Era forse un alto ufficiale dell’esercito? Niente di tutto ciò”, afferma il negazionista; poi continua: “l’autore di questo articolo è un autore ebreo di Hollywood. La domanda rimane, come si poteva parlare di sei milioni di ebrei nel 1943? Di questi 6 milioni di ebrei già 1/3 sono stati massacrati dai tedeschi, dai rumeni e dagli ungheresi. Il più ottimista tra coloro che fanno statistiche, stima che prima della fine della guerra almeno un altro terzo sarà ucciso. Se questa è la tesi più ottimista, la tesi più pessimista ci dice che moriranno tutte e sei i milioni. Dopo essere stati uccisi nelle camere a gas a Treblinka, i corpi venivano ammassati fuori dall’edificio”. L’autore del documentario irride a questo fatto e dice: “in una giornata potevano essere uccise dalle 12.000 alle 15.0000 persone a Treblinka. Se consideriamo 12.000 persone, 45 kg in media per persona, risultano 540.000 kg, che dovevano essere trasportati nelle fosse comuni ogni giorno. Si stima che a Treblinka e altri campi, siano stati sepolti 1 milione 38 mila corpi. Il problema è che non c’è sufficiente spazio per la sepoltura di tutti questi corpi nelle piantine dei campi. Il metodo usato per seppellire i corpi era finalizzato per risparmiare il maggior spazio possibile. I corpi venivano dunque disposti per file nella posizione testa-piede. La testa veniva incastrata tra i piedi di altri due corpi ,e altre due paia di piedi tra due teste. Mentre un uomo seppelliva, un altro li ricopriva nella sabbia. Nel libro si sostiene che le fosse erano lunghe 50 metri, larghe 35 e profonde 10 metri. E’ una fossa enorme, le sue dimensioni sono simili ad una piscina olimpionica, ma molto più profonda. Allora, di quante fosse c’era bisogno per tutti quei corpi?
Dai calcoli si ottiene che servivano 21 fosse. Allora, la domanda che bisogna porsi è”, continua il negazionista: “dove sono le altre 17 fosse? Quale sono le possibili spiegazioni? Le fosse erano più profonde, hanno seppellito i corpi fuori dal campo, oppure li hanno seppelliti in un’altra parte del campo. La prova del campo che Treblinka sia esistito, si basa sulle testimonianze dei prigionieri, che tutti i giorni per due anni, hanno dormito e lavorato nell’area del campo adibito alla cremazione. Nessuna testimonianza sostiene la terza tesi. Il problema è che le persone che hanno inventato questa storia non hanno considerato lo spazio che occupano veramente 700.000 corpi. Pensavano che qualche fossa larga fosse sufficiente. Le armate che hanno liberato quel campo dicono di aver trovato una fossa con soli 350 corpi. Come è possibile? Sono stati tutti cremati?“Lasciamo che il negazionista senza nome si risponda da solo. Lo fa anche bene, ma il punto è: questo individuo (uno dei tanti) potrà con le sue congetture negare l’orrore di quei tempi? La morte, la sofferenza, il puzzo dell’indifferenza. Forse i numeri non saranno precisi, non saranno esatti, ma ci sono e rimangono spaventosi documenti, racconti e foto che riportano storie di famiglie improvvisamente spezzate.
Immaginate che, adesso – in – questo – istante, le persone a voi più care, stiano per entrare in una stanza dove non usciranno mai. Incapaci anche solo di pensare, li vedreste morire, sotto i vostri occhi; gli ultimi sguardi, bui, incomprensibili.
Possiamo fare quindi congetture, ipotesi e tesi? Queste riusciranno, mai, a colmare le lacrime dei sopravvissuti, dei bambini morti ammazzati?

by Gabro
Le foreste in uno scottex

Dal sito di Greenpeace:
"Greenpeace ha protestato oggi di fronte alla direzione della Kimberly-Clark per denunciare la distruzione delle foreste primarie del Canada. La Kimberly-Clark, nota per i marchi Kleenex e Scottex e principale produttore di fazzolettini e carta igienica, dichiara di rispettare rigorosi standard ambientali, ma una ricerca di Greenpeace mette in luce una realtà molto diversa: una parte della materia prima usata dalla Kimberly-Clark proviene infatti dalle foreste primarie."
(Indagine Greenpeace)
Circa un terzo della cellulosa vergine utilizzata per i propri prodotti europei e un quinto della propria produzione internazionale proviene dalle foreste boreali del Canada. Circa il novanta per cento delle operazioni di taglio in questa regione avviene con il taglio a raso che prevede la completa eliminazione della vegetazione, anche in aree di foresta primaria o di foresta di alto valore biologico. Eppure la Kimberly-Clark continua a promuoverne la distruzione, perfino in presenza di valide alternative.
Le imprese tagliano le foreste primarie a una velocità impressionante con la tecnica del taglio a raso - clearcut - che consiste nell'abbattimento di tutti gli alberi in vaste aree di foresta. Questo processo provoca l'abbattimento e la rimozione della quasi totalità della biomassa forestale in aree molto estese - a volte oltre 100 ettari di terreno.
Le foreste boreali del Canada si estendono dalla costa atlantica alla quella pacifica su una superficie vasta 19 volte l'Italia e rappresentano circa un quarto delle foreste intatte del pianeta. Offrono riparo a numerose specie minacciate, come il caribù e il ghiottone, ma anche lupi, aquile e orsi. Sono inoltre abitate da numerosi popoli indigeni che reclamano i propri diritti sulle terre.
La protezione di queste foreste, nelle quali è conservato il maggiore patrimonio terrestre di anidride carbonica sequestrata, rappresenta un passo essenziale per fermare l'effetto serra.

Il punto di vista di Emilz
Sembrerà retorica ambientalista, ma la vita dell'intero sistema che ci circonda dipende in gran parte dagli alberi. Difenderli equivale a difendere noi stessi e la vita dei nostri figli. Ormai le multinazionali hanno un solo interesse: la crescita delle loro tasche. Prendere coscienza della realtà non dovrebbe essere così difficile, basta guardarsi un pò intorno. Possiamo cambiare le cose, solo che non abbiamo la volontà di farlo. Ci sentiamo estranei, invece non lo siamo.

Satira di merda:
"Con tutta la carta che ci serve per pulirci il culo, forse sarebbe meglio non cagare".
Emilz, l'osservatore.
Auto Mon Amour!
ANSA.
Il mercato dell’auto aumenta, sicuri benefici per tutti i lavoratori del settore, ma (c’è sempre un ma) tra non molto nelle città; le macchine non potranno più camminare per via del traffico (già una triste realtà). L’aspetto più importante da considerare, secondo me, è il crescente inquinamento provocato da queste deliziose auto.
Cominciamo a porci delle domande, invece di essere soddisfatti dell’incremento delle vendite del 3.9%. Alla crescita della spazzatura atmosferica, ne siamo interessati? Forse dovremmo.
Emilz, l'osservatore.






