sabato 29 dicembre 2007
Il 2007
La morte della mia gatta, aveva diciotto anni (eravamo legati come fratelli) è stato il periodo più difficile, anche se superato con tanta riflessione e unione.
Soddisfazioni personali non molte debbo dire soprattutto dal lavoro, atteso, rinnegato, mal pagato ma doveroso.
Nel campo sentimentale ancora aspetto la mia dolce metà, sono impaziente, MA DOVE SEIIIII???
Boh, per il momento la mia vita è questa, non mi lamento.
Buon anno a tutti, ma proprio tutti!
Emilz.
lunedì 24 dicembre 2007
Il fuoco
Per il momento sto continuando la mia esperienza al Warner village, beh non sono per niente contento di quella scelta. Lavoro troppo massacrante! Ieri il mio turno era: 12:00 - 20:30, sono tornato a casa alle 24!! Vi lascio immaginare le mie condizioni fisiche, tra l'altro ho dovuto usare un acido per pulire le macchine e quello mi ha disturbato non poco quando sono tornato a casa.
Non so se mandare a quel paese 'sti maledetti o prendere almeno il primo stipendio...bohh!
venerdì 14 dicembre 2007
I mille km di Milano
Ho sfiorato l'appuntamento privato con il Dalai Lama il giorno che sono partito, i tibetani nella fase organizzativa lasciano veramente a desiderare. Nei giorni d'insegnamento del capo spirituale tibetano non sono mai riuscito a avere il pass per fare le riprese decentemente, eppure m'avevano detto di non preoccuparmi. A Cologno Monzese m'hanno buttato in un angolo lontano un miglio, eppure conosco i responsabili tibetani da quasi quattro anni, ma lì contano altri meccanismi.
Quando il Dalai Lama arriva in Italia nessuno capisce più niente, tutti intenti a fare bella figura. C'è uno spaccato di realtà dietro alla grandezza di quel "semplice" monaco in esilio assai preoccupante, davvero in controtendenza con le parole dirette e sincere di quell'uomo misurato e pacato.
Nessuno può pensare minimamente che dietro un'organizzazione così importante molti tibetani si fanno la guerra, cercando di apparire potenti e grandiosi di fronte alle istituzioni italiane e principalmente al loro capo spirituale. Non riescono a unire le forze per la stessa causa dividendosi in organizzazioni e interessi. Un peccato che costerà caro, temo.
Comunque al di là delle scaramucce tra tibetani prima e italiani che mangiano a sbafo dietro la figura del Dalai Lama, rimane l'essenza dell'insegnamento di questa persona. Non tanto l'intricata pappardella di nomi buddhisti assai noiosa, ma l'unico e universale messaggio di pace espresso con i fatti e la determinazione di un uomo contro una politica avversa al denaro.
mercoledì 5 dicembre 2007
Ho raggiunto lo scopo della mia vita.
Sono riuscito a farmi fare un contratto con una delle case cinematografiche più importanti al mondo!
La WARNER BROS!!
Lavorerò a stretto contatto con tutti i più grandi registi del mondo da qui fino ai prossimi quattro mesi.
Un bel contratto di 570€ al mese!
Sono l'uomo più felice del mondoooooooooooooooooooo!
n.b. Faccio delle ottime pop corn!
lunedì 3 dicembre 2007
Sistemi operativi
Per il resto, i riconoscimenti vari, per esempio la configurazione internet è stata indolore, ha fatto tutto da solo. E meno male!
Inoltre ho avuto l'opportunità di prendere anche Leopard per l'Apple, beh ancora non l'ho provato ma immagino sia molto poootente.
Insomma, sono giorni di lotta "computeresca".
Giovedì parto nuovamente per Milano, ritorno Domenica sera. Speriamo bene.
Saluti.
lunedì 26 novembre 2007
Sogno di essere parte di tutto
Sogno di percorrere la lunga gita
E resto in attesa del tempo distrutto.
Guardo gli alberi parlare
Guardo il vento minaccioso
Guardo il sé mutare
E resto in attesa di un felice giorno piovoso.
E’ tempo di andare per la strade senza rimpianto.
E’ tempo di percorrere il cielo più profondo
E’ tempo di ascoltare il canto
E resto in attesa del mondo.
E via via come le ali di un gabbiano
Urlo il pianto dell’amore
E cerco la luce di un piano
Nell’immenso sapore.
venerdì 16 novembre 2007
martedì 13 novembre 2007
Gea

venerdì 9 novembre 2007
Le cose cambiano...
Questa è stata una settimana alquanto rigeneratrice. C'è la possibilità di un cambiamento "sereno" per quanto riguarda il mio lavoro, grazie a un amico che m'ha dato alcune dritte
Domani parto in quel di Milano, per due giorni, insieme ai miei amici tibetani. Devo realizzare un servizio sulla squadra Team Tibet. Non vedo l'ora!
Ci rivediamo Lunedì!!
giovedì 8 novembre 2007
Il silenzio compagno - prima parte
riflette immagini altre
Dall’uovo del mondo sacrificato ti eri immerso
nell’ indescrivibile.
Non avresti mai immaginato di essere in tale avvenenza.
In perenne sospensione intorno al guscio tuo; aspettavi immobile, mentre un guizzo d’aurora ti portava nel profondo oceano di vita.
La parola data attendeva, il gesto ricevuto si muoveva con lo sguardo che ti invadeva. Piccolo eri in quel nido privo di paura.
Intorno a te tempo in movimento. Una burrasca infinita di precarietà, spingeva il tutto nel vortice di un oblio rarefatto.
Tenace tranquillità prometteva divina comprensione,
quando un vento esterno colmo di apprensione si spingeva all’interno di una casa senza porte.
Il tramonto ormai arrivato a destinazione, salutava la tua maturità.
La natura faceva per te momento di meditazione in un’era di indecisione.
Sembravi una goccia di rugiada caduta dal tronco che in passato t’era stato di grande illuminazione.
Con lo sguardo proteso verso il fuori promettevi distacco necessario.
Intorno a te tempo in movimento, una burrasca infinita di precarietà, ti spingeva nel tutto in un vortice di un oblio rarefatto.
Stabile fermezza che t’era sempre stata amica fermava codesto tumulto di movimento, nel tempo…di tempo non tempo.
La collisione devastante provocava raffiche di amore scintillante. L’intero essere si animava di una gioia incalcolabile, musica indescrivibile.
Silenzio provocato, nato da siffatta situazione, dava parola ai più di scegliere l’immortale intelligenza o la flebile stranezza.
Un caos di dubbio si faceva largo nel fiume prosciugato.
In disparte, forte della tua consapevolezza, guardavi la massa che desiderava cogliere le ultime gocce di stravaganti illusioni.
Carcasse di vuoti simulacri scivolavano via incuranti di un arcobaleno assai vicino.
L’acqua ormai spenta sotto egocentrici scalzi, domandava perdono a te che la contemplavi.
Sincerità illuminante priva di giudizio, balenava dal tuo sorriso carico di calore.
Verità era colta dal terreno, come un fiore prima vivo poi appassito, salivi gli ultimi gradini di una scala senza foggia.
Emilz.
lunedì 5 novembre 2007
I cinesi mi osservano...
sabato 3 novembre 2007
Quando un ricordo positivo diventa altro.
Quando arrivò a scuola lo informai della mia situazione, ero alla ricerca di un posto di lavoro. Lui mi disse che stava facendo un documentario sul cinema italiano e che gli serviva un assistente montatore. Ovviamente il lavoro non era retibuito, ma questo non mi indignò granchè perchè ho imparato a memoria il ritornello: "però non ti paghiamo".
Accettai la proposta.
Durante un colloquio con un altro professore ascoltai una conversazione interessante.
I due parlavano di possibili viaggi. Emerse che questo mio professore era stato in Birmania, aveva fatto un viaggio bellissimo e consigliava di andarci. Pensai che era un segno. La mia passione per l'Asia, soprattutto per il vicino Tibet, per la cultura buddhista, ma soprattutto per il mio progetto di documentario sul popolo delle nevi potevano finalmente trovare la luce grazie all'esperienza di questo professore. Sono un grande romanticone, anche troppo sognatore.
Passai tutta l'estate a lavorare per questo documentario, una volta finito mi ritrovai di nuovo nella stessa situazione iniziale. Feci qualche altro lavoro per questo mio professore, ormai lo frequentavo assiduamente anche a casa. E' proprio in casa di quest'uomo che ammirai un bellissimo arazzo (piccolino) di un Buddha, forse comprato come ricordo proprio in Birmania.
Non dissi nulla.
Un giorno presi la palla in balzo riferendo la mia passione per il Tibet, la volontà concreta di fare un documentario sulla cultura del popolo delle nevi e quant'altro.
Non mi aspettavo granchè e in effetti non successe niente.
Io sono uno che non rompe le scatole, non fa pressioni, è proprio una mia caratteristica che non va d'accordo con il movimento della società. Dico una volta sola una cosa e se vedo un certo interesse nella persona bene, altrimenti non insisto.
La voglia di collaborare con questa persona cadde inesorabilmente quando, non so per quale motivo, decise di mettermi alla prova (quando avevo già dimostrato il mio impegno).
Ricevetti una telefonata. Era sempre questo mio professore. Mi dette un lavoro da fare. Si trattava di fare uno show reel di una serie televisiva che aveva diretto.
Un giorno mi chiama e mi dice che dovevamo assolutamente finire il lavoro perchè andava consegnato a un suo amico che vive a New York.
Andai a casa sua e cominciai a lavorare.
Beh, mi trattenne a lavoro la bellezza di 18 ore di lavoro (sig!).
Cenai a casa loro insieme alla famiglia.
Uscì fuori un discorso strano.
Il figlio non ancora maggiorenne aveva deciso di uscire e fare festa con gli amici, rimaneva a dormire da un amico, il giorno dopo però aveva una gara di canottaggio (sembrava essere importante).
Il padre contrariato gli disse di rinunciarvi perchè se voleva diventare un campione doveva dimostrare di essere professionale.
Il figlio non disse niente, però a una certa ora prese la borsa e uscì di casa.
Con tutta risposta, l'uomo disse che non sarebbe andato a vedere la gara, non meritava la sua attenzione.
Dopo essermi riposato per un giorno intero e aver spento cellulare e quant'altro, il mio prof. mi richiama dopo due giorni.
Era contrariato perchè si aspettava un mio ritorno a casa sua (dopo 18 ore passate assieme non avevo voglia di rivederlo!) dicendo che dovevo avvertirlo ecc. ecc.
Mi recai di nuovo a casa. Avevo voglia di vomitare.
Mi fece un altro dei suoi discorsi piuttosto strani (almeno io li reputo tali).
Mi disse che se volevo fare strada dovevo essere più rompiballe, che non si campa facendo solo i documentari, perciò chiamò un suo amico montatore e gli parlò di me. Gli disse che ero affidabile, uno che andava sfruttato tanto non dicevo mai nulla (rise divertito, io un pò meno).
Quando attaccò mi liquidò dicendo che quello era l'ultimo contatto che mi dava e che dovevo cavarmela da solo.
Uscii di casa e lo salutai per l'ultima volta.
In quei giorni mi sembrava d'aver un altro padre, uno che ti dice come devi comportarti, come devi agire, come devi lavorare per diventare...
Ho imparato che non voglio diventare perchè sono già una persona e per questo voglio avere la libertà di sbagliare e di crescere in base alle mie decisioni.
venerdì 2 novembre 2007
Youth without youth - Un'altra giovinezza

E' durata dieci anni l'attesa di vedere il nuovo film di Francis Ford Coppola nelle sale di tutto il mondo. Il grande regista di Apocalypse Now, Il padrino, ritorna con una pellicola sofisticata, non sempre comprensibile, dove a volte il tempo si dilata in maniera troppo esponenziale facendo perdere l'orientamento. Effetto voluto? Penso di sì, soprattutto perchè questo è un film che parla del tempo, di una giovinezza ritrovata (sarà così?), una giovinezza senza giovinezza.
Tutto ruota intorno a un'incidente; un fulmine colpisce un professore di lingue orientali rumeno. La scarica elettrica fa regredire la vecchiaia riportandolo a un'età giovanile, dove potrà continuare i suoi studi sull'origine della coscienza, tutto condito da un'amore ritrovato, dalla fuga contro i nazisti che vogliono studiare o impossessarsi del segreto per generare il super uomo, e dal dramma della separazione. Insomma una miscela ampia, a volte dosata in maniera convincente, a volte non approfondita.
Il film di "maturità" di Francis Ford Coppola, retto da interpretazioni convincenti, da uno sperimentalismo riuscito e dalla voglia di parlare d'altre cose, filosofiche e impegnate.
Emilz.
mercoledì 31 ottobre 2007
Halloween
Personalmente ho festeggiato Halloween una volta sola, con gli amici, poi basta, ora consegno i cioccolatini e le caramelle ai bimbi di zona che vengono a bussare alla porta.
Detto questo stasera non mi filo nessuno! Vado a vedere il film di Coppola... yuppy!!
Buona caccia alle streghe!
martedì 30 ottobre 2007
Peter Jackson

venerdì 26 ottobre 2007
Pixar!

Essere documentaristi oggi...
E' un pò il mio interrogativo di questi mesi, visto che ho da tempo preso la strada del filmaker a tempo libero. Dopotutto siamo continuamente bombardati da scatolette audio-visive, che nel bene o nel male ci raccontano testimonianze, momenti drammatici, anchce comici della nostra esistenza.
Nel 2004 io e Gabriele abbiamo pensato di entrare in contatto con la comunità tibetana, scossi da quella realtà di soprusi e passione. La sopraffazione dei tibetani coesiste perfettamente con lo spirito religioso, in questo caso Buddhista, del popolo delle nevi. Perchè non mostrare la realtà spirituale con quella più aggressiva e meschina della Cina?
In mente ho un progetto chiaro, sensibile, ma scosso continuamente dall'esterno, la realtà che ci circonda è intrisa di soprusi e violenza. Perchè proprio il Tibet?
Quando c'è stata la rivolta in Birmania ho pensato alle dure violenze mosse dalla dittatura.
Quando quel bambino in Cambogia è stato stuprato ho pensato all'uomo debole spinto dal sesso.
E in Italia? Quante aggressioni ci sono ogni giorno?
In fondo, la vita che ci circonda viene continuamente mostrata; una violenza incessante, per me nauseabonda, spesso poco interessante.
C'è davvero bisogno di un documentario sul Tibet? In fondo ce ne sono tanti.
Allora cerco di guardare meglio le mie spinte, la causa che m'ha portato a scegliere quello piuttosto che qualcos'altro.
Non la trovo. Sto cercando la giustificazione per usare un mezzo: la cinepresa.
Un documentarista ha l'esigenza di raccontare, sviluppare una storia, ma soprattutto di viverla.
Mi rendo conto di non vivere la realtà tibetana. Non è andare cinque/sei volte all'anno a far riprese che fa di me una persona capace di raccontare il Tibet.
Penso che ci sia la volontà, forse un'esigenza personale, ma solo nel momento del viaggio, della scoperta, riuscirò (riusciremo) a capire se questo lavoro ci interessa.
Emilz.
giovedì 25 ottobre 2007
Serie-tv
C'è da dire che il "boom" dei serial-tv in un certo senso non è mai scemato; guardando al passato molte sono le produzioni che rivivono tutt'ora sulle nostre reti, senz'altro forti di un'interesse non morto, anzi rinvigorito, nostalgico.
Mi piacerebbe concentrarmi maggiormente sulla nostra epoca. L'epoca del segnale in alta definizione, l'epoca dalle immagini rapide e incessanti. Qualitativamente un risultato "quasi" cinematografico, difatti in molti ripropongono delle "puntati speciali" nelle sale. E' successo per la serie-tv per eccellenza Star Trek o per X-Files.
Ho iniziato a riscoprire le serie-tv con l'interessante cittadina di Wisteria Lane "Desperate Housewives". Personaggi caratterizzati molto bene, con momenti divertenti e altri piuttosto drammatici. Ha fatto capolino poi la serie che più mi piace, forse un pò paracula: "Lost".
Tensione, dramma, suspance, ingredienti solidi. Certo in tre anni (tra poco 4) di puntate su puntate qualche cosa in più sul negativo dovrei dirla, ma la tengo per me, perchè dopotutto mi tiene incollato allo schermo e mi diverte.
Una delle serie passate che più mi piace rivedere sono i Visitors. Certo con l'occhio di oggi alcune cose sono molto buffe, però all'epoca mi garbavano molto, inquietandomi non poco.
Questa è la mia top-five delle serie-tv che hanno lasciamo un segno nel mio interesse:
1. Lost
2. Desperate Housewives
3. X-Files
4. I Visitors
5. Hazzard (Bo & Yuk)
Ho tralasciato molte serie mitiche degli anni '80 tra cui: A-team, Chips, Magnum P.I. ecc. ecc.
Per il momento sto recuperando:
Twin Peaks
Weeds
Battlestar Galactica
Ho mollato Desperate Housewives perchè si stanno un pò ripetendo, affondano il coltello sempre sulle stesse cose e non vorrei rovinare il buon ricordo dei primi due anni.
Per il momento è tutto.
sabato 20 ottobre 2007
Alcuni dei miei film preferiti divisi per genere...
1. APOCALYPSE NOW di Francis Ford Coppola
2. IL CACCIATORE di Michael Cimino
3. LA SOTTILE LINEA ROSSA di Terrence Malick
4. I SETTE SAMURAI di Akira Kurosawa
Fantascienza:
1. STAR WARS - UNA NUOVA SPERANZA di George Lucas
2. 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO di Stanley Kubrick
3. E.T. di Steven Spielberg
4. INCONTRI RAVVICINATI DEL 3°TIPO di Steven Spielberg
5. IL SIGNORE DEGLI ANELLI di Peter Jackson (fantasy)
Drammatico:
1. QUALCUNO VOLO' SUL NIDO DEL CUCULO di Milos Forman
2. ANCHE LIBERO VA BENE di Kim Rossi Stuart
3. LADRI DI BICICLETTE di Vittorio De Sica
4. C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA di Sergio Leone
5. ARANCIA MECCANICA di Stanley Kubrick
Azione:
1. IL PADRINO di Francis Ford Coppola
2. PULP FICTION di Quentin Tarantino
3. QUEI BRAVI RAGAZZI di Martin Scorsese
4. OLD BOY di Park Chan Wook
Orrore
1. SHINING di Stanley Kubrick
Commedia:
1. LA GRANDE GUERRA di Mario Monicelli
2. TROPPO FORTE di Carlo Verdone
3. IL MARCHESE DEL GRILLO di Mario Monicelli
4. UNA VITA DIFFICILE di Dino Risi
5. NON CI RESTA CHE PIANGERE di Massimo Troisi & Roberto Benigni
Animazione:
1. LA SPADA NELLA ROCCIA
2. LA CITTA' INCANTATA di Hayao Miyazaki
3. MONSTER & Co.
4. TOY STORY
2. L'APPARTAMENTO di Billy Wilder
3. DERZU UZALA di Akira Kurosawa
4. L'UOMO CHE NON C'ERA di Joel Coen
5. MULHOLLAND DRIVE di David Lynch
Questi sono alcuni dei miei film preferiti, indiscussi capolavori per molti.
Tra questi però, quello che ritengo più vicino alle mie corde è Apocalypse Now, diciamo IL mio film preferito. Senza dubbio quello che mi ha scosso maggiormente.
Comunque ho messo quelli rappresentativi, altrimenti sarebbero molti di più, a cominciare dai nostri italiani: Fellini, Pasolini, Visconti ecc. ecc.
lunedì 15 ottobre 2007
Infelicità.
Io mi domando se non sia proprio la droga a provocare questo malessere e depressione, o magari a incrementare uno stato d'animo di per se già dimesso. Non è facile rendersi conto della pericolosità di un gesto abitudinario, quando ci sei dentro niente è come prima. Se i suoi genitori sono distanti sia psicologicamente che materialmente la condizione di questa ragazza presumo possa solo peggiorare. Lei cerca di richiamare l'attenzione di qualcuno e quando vede di non riuscire inizia a fare la vittima del sistema. E' un classico atteggiamento, purtroppo, già visto in altre occasioni. Siamo circondati da malessere, ma se siamo noi stessi a nutrirci di questo malessere come possiamo essere lucidi di fronte ai nostri problemi, le nostre necessità? Rischiamo di perdere il senso della nostra vita.
Cambiare non significa accettare la propria esistenza e adagiarsi agli altri, oppure cercare qualcosa di diverso in un'altra città. L'aria potrà cambiare, ma se non si ha ben chiaro cosa siamo e cosa vogliamo tutto diventa complicato.

